Associazione Opera della Regalità di Nostro Signore Gesù Cristo

Editoriali

Iniziamo con gioia e con entusiasmo questa novena di preparazione e di attesa per prossima festa di Pentecoste.
Il brano degli Atti degli Apostoli che ho posto all’inizio serve a metterci nella prospettiva giusta e a porci una domanda fondamentale: ‘Ma lo Spirito Santo per noi esiste e sappiamo chi è e cosa fa?’. La domanda è brutale e la risposta è certamente positiva almeno per la prima parte.

Iniziamo con gioia e con entusiasmo questa novena di preparazione e di attesa per prossima festa di Pentecoste.
Il brano degli Atti degli Apostoli che ho posto all’inizio serve a metterci nella prospettiva giusta e a porci una domanda fondamentale: ‘Ma lo Spirito Santo per noi esiste e sappiamo chi è

Il coronavirus è una tragedia inaspettata, un flagello di proporzioni bibliche che getta l'umanità nel timore di perdere la propria vita o quella dei familiari, degli amici. Le azioni intraprese dai governi per evitare che i nostri sistemi sanitari siano sopraffatti sono necessarie, ma creano la situazione inedita di essere isolati nelle case e l’impossibilità di celebrare la Pasqua nelle assemblee liturgiche. Cosa può dirci questa situazione singolare?

Il tempo quaresimale rappresenta un particolare momento impegnativo , nell'ampio contesto dell'anno liturgico, che ci permette di rinverdire continuamente l'anima del cammino di ogni scelta cristiana, attraverso l'esperienza della conversione, in modo da rivestirci di Cristo per crescere nella novità della vita.

L'anno liturgico è essenzialmente la “memoria” dell'evento Cristo Risorto e degli altri misteri che hanno caratterizzato la sua vicenda terrena. Nello scorrere del tempo Cristo sta al centro perché la sua presenza venga vissuta dalla comunità che in lui crede, in lui celebra la propria fede mediante l'azione liturgica e in lui spera, nella prospettiva d'essere trasfigurata nella liturgia celeste. La chiesa convoca l'assemblea perché la vita di ogni credente sia progressivamente trasfigurata in Cristo Gesù.

Quest’anno l’annuncio pasquale della risurrezione del Signore Gesù ha rischiarato le tenebre di una notte concreta e ben determinata: tutto ciò che stiamo vivendo a motivo del contagio da Covid-19. Per vivere con fede, con speranza, con amore questo tempo difficile, possiamo pregare il salmo 23 (22), nel quale il buon pastore ci conduce ai pascoli della vita guidandoci nel giusto cammino, persino attraverso una valle oscura.

Affermare il primato della Parola non significa dire che basta la Parola, tanto più se per Paro­la si intende la Sacra Scrittura, cosa che per altro il mio discorso privilegerà. Significa che la Parola non può mai essere assente, né ridotta a corollario, come un abbellimento. La Parola è il seme che genera l'albero, così come si ricava dal ca­pitolo 6 della Dei Verbum, in particolare al n. 21.

L’Avvento quale tempo dell’attesa è modello della vita. In tutte le sue manifestazioni essa consta di un fatto originario, si sviluppa nel presente e cammina verso un futuro. Proprio come questo tempo liturgico che fa memoria dell’avvento di Cristo nella storia, duemila anni fa, che prepara ad accoglierlo oggi nella concretezza del vissuto e dispone all’incontro con lui alla fine dei tempi. L’Avvento come la vita domandano stupore, coraggio e fiducia.

Per decidere di dare alle stampe una nuova rivista deve esserci un valido motivo. Nel nostro caso, accanto all’opportunità di rinnovare la rivista “Adveniat”, che da anni viene inviata ai soci dell’Opera della Regalità, l’associazione fondata da padre Agostino Gemelli con Armida Barelli per l’apostolato liturgico, vi è anche la scelta di riprendere una testata, “Testimoni nel mondo”, che ha svolto, a suo tempo, un valido servizio formativo. Ma queste motivazioni, da sole, non sarebbero sufficienti. Perché per scrivere, stampare e diffondere una rivista è necessario avere qualcosa da dire e avere un pubblico a cui rivolgersi.

Paolo VI, promulgando nel Motu proprio"Mysterii Paschalis" le norme generali riguardanti l'ordinamento dell'anno liturgico, affermava che "la celebrazione del mistero pasquale, secondo l'insegnamento del Concilio Vaticano II,costituisce il momento privilegiato del culto cristiano nel suo sviluppo quotidiano, settimanale e annuale".

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