Associazione Opera della Regalità di Nostro Signore Gesù Cristo

Editoriali

Quest’anno l’annuncio pasquale della risurrezione del Signore Gesù ha rischiarato le tenebre di una notte concreta e ben determinata: tutto ciò che stiamo vivendo a motivo del contagio da Covid-19. Per vivere con fede, con speranza, con amore questo tempo difficile, possiamo pregare il salmo 23 (22), nel quale il buon pastore ci conduce ai pascoli della vita guidandoci nel giusto cammino, persino attraverso una valle oscura.

Il coronavirus è una tragedia inaspettata, un flagello di proporzioni bibliche che getta l'umanità nel timore di perdere la propria vita o quella dei familiari, degli amici. Le azioni intraprese dai governi per evitare che i nostri sistemi sanitari siano sopraffatti sono necessarie, ma creano la situazione inedita di essere isolati nelle case e l’impossibilità di celebrare la Pasqua nelle assemblee liturgiche. Cosa può dirci questa situazione singolare?

Affermare il primato della Parola non significa dire che basta la Parola, tanto più se per Paro­la si intende la Sacra Scrittura, cosa che per altro il mio discorso privilegerà. Significa che la Parola non può mai essere assente, né ridotta a corollario, come un abbellimento. La Parola è il seme che genera l'albero, così come si ricava dal ca­pitolo 6 della Dei Verbum, in particolare al n. 21.

L’Avvento quale tempo dell’attesa è modello della vita. In tutte le sue manifestazioni essa consta di un fatto originario, si sviluppa nel presente e cammina verso un futuro. Proprio come questo tempo liturgico che fa memoria dell’avvento di Cristo nella storia, duemila anni fa, che prepara ad accoglierlo oggi nella concretezza del vissuto e dispone all’incontro con lui alla fine dei tempi. L’Avvento come la vita domandano stupore, coraggio e fiducia.

Per decidere di dare alle stampe una nuova rivista deve esserci un valido motivo. Nel nostro caso, accanto all’opportunità di rinnovare la rivista “Adveniat”, che da anni viene inviata ai soci dell’Opera della Regalità, l’associazione fondata da padre Agostino Gemelli con Armida Barelli per l’apostolato liturgico, vi è anche la scelta di riprendere una testata, “Testimoni nel mondo”, che ha svolto, a suo tempo, un valido servizio formativo. Ma queste motivazioni, da sole, non sarebbero sufficienti. Perché per scrivere, stampare e diffondere una rivista è necessario avere qualcosa da dire e avere un pubblico a cui rivolgersi.

Paolo VI, promulgando nel Motu proprio"Mysterii Paschalis" le norme generali riguardanti l'ordinamento dell'anno liturgico, affermava che "la celebrazione del mistero pasquale, secondo l'insegnamento del Concilio Vaticano II,costituisce il momento privilegiato del culto cristiano nel suo sviluppo quotidiano, settimanale e annuale".

La celebrazione della solennità della Pentecoste conclude l'intero itinerario della celebrazione del tempo pasquale, nel quale la comunità cristiana si è lasciata condurre nella riscoperta del gusto d'essere innestata nel mistero del Risorto. I brani biblici del lezionario e dell'ufficio delle letture a tale proposito si rivelano particolarmente significative. La successione dei diversi testi mettono in luce la grandezza dell'esperienza trasfigurante del Risorto, che anima l'intero tempo pentecostale dei cinquanta giorni.

Quante volte parliamo di novità, di rinnovamento? È un’esigenza diffusa, riguarda le cose di tutti i giorni, il nostro lavoro, i rapporti umani, le relazioni familiari… la vita. A ben vedere anche la nostra vita biologica è un continuo rinnovarsi delle cellule ed è questo rinnovamento che ci rende vivi, anche se non ce ne rendiamo conto, e fa sì che il nostro organismo… sia sempre nuovo.

Con l’ultima assemblea dell’aprile scorso, l’Associazione ha scelto di intraprendere un cammino di rinnovamento che la porti, rimanendo salda nelle radici della sua fondazione, a un nuovo servizio capace di coinvolgere.